AREE DI RICERCA

 

AR24 Mezzogiorno, Istituzioni, Società e Sviluppo (MISS) - Responsabile dell'Area: prof. Paola De Vivo

Descrizione

L’area di ricerca pone al centro l’interesse teorico per il problema dello sviluppo economico e sociale delle aree arretrate, con una specifica attenzione al Mezzogiorno d’Italia.

Dalla fine della seconda guerra mondiale in poi l'intervento diretto dello stato nell'economia meridionale è la risposta politica individuata per affrontare la storica questione della sua arretratezza. Il dirigismo che lo stato italiano ha assunto nelle vicende politiche ed economiche del Sud nasce da un'impostazione dell'intervento che gli assegna il compito primario di fornire e trasferire risorse finanziarie aggiuntive per favorire gli investimenti, con il fine di incrementare le attività di produzione. Lo stato dunque, crea e detta regole e condizioni per agevolare l'integrazione dell'economia nella società meridionale, ma l'intervento pubblico finisce per rimanere invischiato in forme di regolazione preesistenti e in rapporti sociali orientati a norme tradizionali.

L'influenza del pensiero keynesiano, nella definizione del progetto politico che si andava disegnando nei confronti del Mezzogiorno d'Italia, si manifesta nei criteri che hanno orientato il primo schema di riferimento dell'azione pubblica. Investimenti diretti alle imprese e sostegno alla domanda di consumo sono stati i capisaldi di una politica economica che offriva risorse pubbliche aggiuntive – in tal senso “straordinarie” - da immettere in un'area che soffriva di una cronica sotto-dotazione di capitale privato. La principale finalità dello stato era industrializzare il Sud ed esso diventava il soggetto deputato a sopperire le debolezze del mercato in quest'area e a creare le condizioni necessarie affinché potesse formarsi ed affermarsi.

Nel corso del tempo, l'intervento straordinario - concepito in funzione dei complessi problemi di sviluppo e di industrializzazione del Sud – smarrisce il suo fine e diviene uno strumento per la ricerca di consenso politico. Le risorse finanziarie stanziate finiscono per seguire una direzione diversa rispetto a quella tracciata dalla sfera pubblica, perdendo la loro funzione primaria: riequilibrare le disparità in termini di redditi, di consumo, di investimento di cui soffriva una parte del paese. Intorno al loro afflusso si generano ed articolano interessi di varia natura e, attraverso peculiari modalità di gestione che tendono sistematicamente ad erodere le norme universalistiche che presiedono il normale svolgimento delle attività statali, si giunge ad una diffusione generalizzata di comportamenti e pratiche particolaristiche. La Politica di Coesione apre una diversa fase, posizionando il Mezzogiorno in una dimensione sovranazionale, dove il concetto di dualismo interno all’Italia si confronta con i dualismi esistenti nell’Unione Europea.

Il programma di ricerca si inserisce, dunque, in quel filone di analisi che privilegia lo studio delle relazioni tra contesto istituzionale e attori imprenditoriali, attraverso l’intreccio tra le acquisizioni derivanti dalle teorie dell’impresa e quelle delle teorie dello sviluppo.

Obiettivi

L’attività di ricerca si focalizza su due filoni principali. Un primo tema riguarda lo studio delle cause della persistenza dell’arretratezza socio-economica del Mezzogiorno. Un secondo tema focalizza i percorsi di trasformazione e innovazione del Mezzogiorno. Qui si intendono indagare le caratteristiche delle imprese più competitive localizzate in questa area e quella della neo-imprenditorialità esistenti in alcuni territori del Mezzogiorno. Inoltre, si mettono a fuoco i cambiamenti nelle policies attraverso i nuovi paradigmi della multivel governance.

Strumento per svolgere l’attività di ricerca è l’Osservatorio.

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